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La nostra risposta a sostegno degli ecosistemi 
d'acqua dolce
e dei benefici che questi offrono ai sistemi naturali, sociali ed economici
 

La Commissione Europea sta svolgendo una valutazione per capire quanto sia adeguata la politica europea sull’acqua e sta cercando di raccogliere il maggior numero possibile di opinioni da parte del pubblico su quanto siano importanti gli ecosistemi di acqua dolce e su quanto la legislazione vigente nell’Unione Europea abbia indotto un cambiamento verso una gestione sostenibile della risorsa acqua oltre a capire se abbia migliorato la salute dei corpi idrici. La consultazione online sulla Direttiva Quadro Acque dell'UE è stata lanciata il 17 settembre 2018 e tutti i cittadini e il pubblico interessato al tema sono invitati ad esprimere il loro punto di vista.

 

Noi suggeriamo le seguenti risposte alle domande poste sulla Direttiva Quadro Acque (in inglese WFD – Water Framework Directive) e sulle due normative figlie, la Direttiva sulle acque sotterranee e la Direttiva sugli standard di qualità ambientale (meglio conosciuta come Direttiva sulle sostanze prioritarie), e di come queste rappresentino il quadro di riferimento per la gestione sostenibile dell’acqua in Europa. Si aggiunga che molti governi e settori  europei con forti interessi economici, hanno intenzione di indebolire la Direttiva Quadro Acque. Le risposte che suggeriamo hanno l’obiettivo di assicurare la forza di questa normativa rivoluzionaria e riconfermare la sua capacità di indurre un cambio di paradigma verso una gestione sostenibile delle risorse idriche in tutta Europa.

 

Parte I - Questionario per il pubblico generale

 

  1. Come valuta la situazione idrica attuale in Europa?

Non buona

 

 

I nostri argomenti

Nonostante alcuni miglioramenti introdotti grazie alla Direttiva Quadro sulle Acque, soprattutto per quel che riguarda alcuni inquinanti, lo stato delle acque europee è ancora scarso. In effetti, il 60% dei fiumi, dei laghi e delle zone umide dell'UE sono attualmente non salubri e non rispettano l'obiettivo di "buono stato", stabilito dalla Direttiva. Benché per i corpi idrici sotterranei la situazione sia generalmente migliore, in alcune parti d'Europa ci sono ancora problemi significativi.

 

2. Quando pensa all'acqua e ai suoi vari usi e funzioni, quali tra le seguenti opzioni ritiene prioritarie?

  • Protezione delle sorgenti di acqua potabile e sistemi di approvvigionamento: Priorità alta
  • Protezione delle acque dall’inquinamento: Priorità alta
  • Disponibilità di acqua potabile e acqua per uso domestico: Priorità alta
  • Disponibilità di acqua per l’irrigazione in agricoltura: Priorità bassa
  • Disponibilità di acqua per l’industria: Priorità bassa
  • Disponibilità di acqua per attività ricreative: Priorità alta
  • Disponibilità di acqua a fini di trasporto: Priorità bassa
  • Disponibilità di acqua per la produzione di energia: Priorità bassa
  • Protezione delle acque naturali e dei relativi ecosistemi:  Priorità alta
  • Prevenzione e protezione dalle inondazioni: Priorità alta

 

I nostri argomenti

Se la Direttiva Quadro Acque fosse applicata correttamente ci sarebbe acqua a sufficienza per soddisfare tutti gli usi legittimi. Ciononostante, l'acqua potabile e la conservazione degli ecosistemi, come precondizione per garantire la risorsa per altri usi, dovrebbe essere la priorità quando si tratta dell’allocazione dell’acqua.

 

3. Ritiene che l’acqua sia attualmente gestita e utilizzata in modo sostenibile?

No

 

I nostri argomenti

Gli Stati membri dell’Unione Europea dimostrano di essere poco ambiziosi nell’affrontare le principali cause della gestione insostenibile risorse idriche europee. Oggi, l'attuazione della normativa europea in materia di acque, che esiste proprio per garantire la gestione e l'uso sostenibile della risorsa idrica, è caratterizzata da una eccessiva, e spesso arbitraria, flessibilità, che permette ai governi di rinviare le misure necessarie, di definire obiettivi più modesti o consentire l’avanzamento di progetti distruttivi. Inoltre, gli attuali piani di gestione dei bacini fluviali non producono risultati effettivi a causa di una pianificazione da parte delle autorità e di una partecipazione del pubblico interessato non adeguate e fanno un eccessivo affidamento su misure volontarie e finanziamenti insufficienti per i controlli, impedendo così di raggiungere gli obiettivi ambientali. Infine, i grandi utenti dell'acqua e gli inquinatori (ad esempio quegli agricoltori che adottano pratiche agricole non insostenibili) non stanno pagando quanto è giusto per far fronte al danno che causano all'ambiente idrico di loro interesse, scaricando i costi da sostenere principalmente sui contribuenti e sui consumatori attraverso le bollette sull’uso dell’acqua.

 

6.  Ritiene che la gestione delle risorse idriche nel suo paese sia migliorata a seguito dell'introduzione della direttiva quadro sulle acque (2003) e della direttiva sulle alluvioni (2009)? N.B.: le date indicate sono quelle di recepimento delle direttive nella legislazione nazionale.

Si, in parte

 

I nostri argomenti

Sebbene gli obiettivi della politica comunitaria in materia di acque non siano ancora stati raggiunti e gli Stati Membri pratichino una politica poco ambiziosa nella gestione sostenibile delle risorse idriche, la Direttiva Quadro sulle Acque ha avuto un impatto positivo sulle pratiche di gestione in tutta Europa. Sono stati creati solidi organismi di gestione e sono notevolmente migliorate le nostre conoscenze sullo stato attuale e sui fattori di pressione su fiumi, laghi, zone umide, delta, acque sotterranee e costiere nell'UE, così come le conoscenze relative alle misure economicamente più efficaci da attuare per far fronte ai fattori di pressione. C’è stato anche un sostanziale miglioramento della trasparenza nella gestione delle risorse idriche e nella partecipazione pubblica, entrambi questi risultati sono attribuibili direttamente alla Direttiva Quadro Acque. Infine, abbiamo assistito a progressi nella cooperazione tra Paesi che condividono le competenze su uno stesso bacino fluviale, assicurando così una vitale protezione transfrontaliera degli ecosistemi di acqua dolce.

 

7. Ritiene che la qualità delle acque sotterranee e di superficie nel suo paese o nella sua regione sia migliorata dall’introduzione della direttiva quadro sulle acque?

Sì, in parte

 

 

I nostri argomenti

I miglioramenti dipendono totalmente dalla volontà dello Stato membro della UE di intraprendere le azioni necessarie per garantire che i fiumi, i laghi, le zone umide e le acque sotterranee siano in un buono stato di salute e, laddove la Direttiva Quadro Acque è stata attuata correttamente, si sono verificati miglioramenti. In generale, abbiamo visto che in tutta Europa l’insieme di misure che sono state adottate in attuazione della Direttiva Quadro Acque ha consentito di ridurre l'inquinamento da fonti urbane, industriali e agricole, e di contribuire a prevenire il deterioramento delle condizioni naturali degli ecosistemi, grazie alla cancellazione o alla correzione di vari progetti infrastrutturali distruttivi. In molti Paesi europei sono state adottate misure di recupero degli ecosistemi di acqua dolce e alcune misure di ripristino (ad esempio alcuni progetti di rimozione di dighe) hanno avuto un effetto immediato nel consentire il recupero della biodiversità.

 

8. Quali tra i seguenti problemi rappresentano a suo parere un ostacolo nel conseguimento di un buono stato qualitativo e/o quantitativo delle acque sotterranee/superficiali? (assegnare a ciascun problema un punteggio compreso tra 5 e 1, dove 5 = ostacolo molto significativo, 4 = ostacolo significativo, 3 = ostacolo moderato, 2 = ostacolo poco significativo, 1 = non è un ostacolo. È preferibile assegnare un punteggio a tutte le opzioni, ma è comunque possibile selezionare "Non so / Nessun parere").

 

Aspetti quantitativi

  • La crescente domanda di acqua potabile / l'aumento della popolazione: 2 (ostacolo poco significativo)
  • La crescente domanda di acqua per la produzione di energia, l’industria e l’agricoltura: 5 (ostacolo molto significativo
  • La crescente domanda di acqua nelle attività industriali: 3 (ostacolo moderato)
  • La crescente domanda di acqua per l’irrigazione in agricoltura: 5 (ostacolo molto significativo)
  • La maggiore siccità (con conseguente diminuzione della disponibilità idrica) derivante dai cambiamenti climatici: 2 (ostacolo poco signficativo)

 

Inquinamento idrico

  • L’inquinamento idrico causato dall’uso di pesticidi in agricoltura: 5 (ostacolo molto significativo)
  • L’inquinamento idrico causato da nutrienti provenienti: 5 (ostacolo molto significativo)

(a) dagli effluenti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane e industriali: 2 (ostacolo poco significativo)

(b) dall'uso agricolo di fertilizzanti e letame: 5 (ostacolo molto significativo)

  • L’inquinamento da metalli pesanti provenienti da qualunque fonte, compresa l'attività estrattiva storica: 5 (ostacolo molto significativo)
  • L’inquinamento persistente causato da prodotti chimici organici ormai vietati nell’UE: 4 (ostacolo significativo)
  • I contaminanti emergenti (ad esempio microplastiche, prodotti farmaceutici): Non so/nessuna opinione

(a) microplastiche: Non so/nessuna opinione

(b) prodotti farmaceutici: 3 (ostacolo moderato)

c) altri inquinanti emergenti: Non so/nessuna opinione

  • Una regolamentazione inadeguata delle emissioni inquinanti: 2 (ostacolo poco significativo)

 

Biodiversità

  • Impatto negativo sugli ecosistemi acquatici: 5 (ostacolo molto significativo)
  • Impatto negativo sugli ecosistemi terrestri dipendenti dall'acqua: 5 (ostacolo molto significativo)

 

Sviluppo delle infrastrutture

  • Modifiche fisiche ai corpi idrici (ad esempio i raddrizzamenti dell'alveo, la costruzione di dighe, la protezione dalle inondazioni, l'estrazione mineraria): 5 (ostacolo molto significativo)
  • Sottocapacità del sistema fognario (con conseguente traboccamento): 3 (ostacolo moderato)
  • Stoccaggio in serbatoi insufficiente o limitato (irrigazione, generazione di energia, ecc.): Non so/nessuna opinione
  • Perdite nelle reti di approvvigionamento di acqua potabile: 3 (ostacolo moderato)

 

Estrazione di acqua

  • Estrazione illecita o non regolamentata: 5 (ostacolo molto significativo)
  • Tassi di estrazione disciplinati ma non sostenibili: 5 (ostacolo molto significativo)
  • Canoni ridotti per l'estrazione dell'acqua (che promuovono gli sprechi e/o la mancata raccolta e/o il mancato riutilizzo dell'acqua): 5 (ostacolo molto significativo)

 

I nostri argomenti

Gli ecosistemi di acqua dolce sono sottoposti a numerosi fattori di pressione. Tuttavia, quelli che possono essere considerati un ostacolo significativo al recupero e al mantenimento di un buono stato delle acque superficiali e sotterranee sono in particolare:: l’inquinamento diffuso provocato dall’agricoltura, il sovrasfruttamento delle falde acquifere e delle acque superficiali (in gran parte a causa di pratiche agricole insostenibili) e l’alterazione delle condizioni fisiche dei fiumi e degli altri ecosistemi di acqua dolce, dovuti allo sfruttamento dell’energia idroelettrica, alla navigazione, all’agricoltura e alla gestione delle alluvioni. Inoltre, il fatto che i principali inquinatori e utilizzatori non stiano pagando adeguatamente per il danno che hanno causato (un requisito importante della Direttiva, attualmente non rispettato) contribuisce a impedire la conservazione o il recupero di un buono stato di fiumi, laghi, zone umide, acque costiere e sotterranee. Non è stato ancora adeguatamente valutato l'impatto dei nuovi inquinanti, incluse le microplastiche, sul raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro Acque.

 

9. Quali sono le principali sfide per la gestione delle risorse idriche nel suo paese o nella sua regione?

Selezionare gli ostacoli più rilevanti.

al massimo 5 scelta/e

  • Mancata definizione delle priorità per quanto riguarda le problematiche idriche nell’agenda politica nazionale
  • Insufficienti consultazione e coinvolgimento del pubblico e dei soggetti interessati
  • Insufficiente integrazione con altri settori legati all'acqua e conflitti tra politiche di pianificazione
  • Sfide poste dalle attività agricole (ad esempio nutrienti, eutrofizzazione, pesticidi, estrazioni, ecc.)
  • Altro: La mancanza di volontà politica da parte del mio governo di affrontare le principali pressioni sugli ecosistemi di acqua dolce (come, ad esempio: agricoltura, energia idroelettrica, navigazione, interventi in grigio per contrastare le alluvioni), è dimostrata anche dall'uso di deroghe e dai fondi non assegnati alle misure per la gestione delle acque.

 

I nostri argomenti

Esiste una chiara mancanza di volontà politica da parte dei governi nell’affrontare efficacemente i principali fattori di pressione sugli ecosistemi di acqua dolce, che costituisce di gran lunga la principale sfida per una gestione sostenibile delle risorse idriche in Europa. Questa scarsa ambizione è anche prodotta dal fatto che la tutela dell’acqua non è prioritaria nell'agenda politica e che il buono stato degli ecosistemi acquatici è, in generale, tenuto in poco conto. Ciò è particolarmente vero nel caso dei settori agricolo, energetico e dei trasporti. Ad esempio, L’Unione Europea con la sua politica agricola promuove l'agricoltura intensiva, che provoca inquinamento ed eccessiva estrazione d’acqua. Le politiche energetiche europee sostengono e sovvenzionano opzioni come l'energia idroelettrica, nonostante l'impatto negativo che questa ha sulla biodiversità. Le politiche europee nel settore dei trasporti hanno promosso la realizzazione di infrastrutture localizzate con approssimazione, senza che si tenesse adeguatamente in conto delle dinamiche morfologiche dei corsi d’acqua e degli habitat acquatici.  L’inadeguatezza dei processi di consultazione, o almeno della consultazione di una vasta gamma di parti interessate (compresi i gruppi ambientalisti e il pubblico più in generale) riguardo le decisioni sulla protezione e la riqualificazione delle nostre acque, come anche le scarse risorse economiche allocate, rappresentano ostacoli a ciò che sarebbe necessario fare per raggiungere gli obiettivi della Direttiva.

 

11. Quali azioni ritiene che abbiano avuto un maggiore impatto nel migliorare la qualità e l'efficienza d'uso dell'acqua dal recepimento della direttiva quadro sulle acque nella legislazione nazionale nel 2003? (Assegnare a ciascuna azione un punteggio compreso tra 5 e 1, dove 5 = miglioramento molto significativo, 4 = miglioramento significativo, 3 = miglioramento moderato, 2 = miglioramento poco significativo, 1 = nessun miglioramento. È preferibile assegnare un punteggio a tutte le opzioni, ma è comunque possibile selezionare "Non so / Nessun parere").

 

  • Una regolamentazione più severa in materia di inquinamento ambientale: 3 (miglioramento moderato)
  • Una regolamentazione più severa per ridurre al minimo l’uso di sostanze chimiche pericolose, ad esempio nell’industria: 3 miglioramento moderato)
  • Cooperazione internazionale per contrastare l’inquinamento: 3 (miglioramento moderato)
  • L’evoluzione degli approcci all’utilizzo delle risorse idriche per la produzione/conversione di energia (ad es. energia idroelettrica, sistemi di refrigerazione ad acqua, ecc.): 2 (miglioramento poco significativo)
  • Tecnologie più efficienti per il trattamento delle acque reflue: 4 (miglioramento significativo)
  • Una migliore tecnologia negli elettrodomestici delle famiglie per  ridurre il consumo di acqua (ad es. gabinetti a doppio scarico, soffioni per docce con regolatori di getto, lavatrici ecocompatibili): 2 (miglioramento poco significativo)
  • Le tariffe per l’uso dell’acqua (ad es. in base alla misurazione del consumo idrico industriale, agricolo e domestico): 3 (miglioramento moderato)
  • Maggiore disponibilità di informazioni sulla qualità, la disponibilità e la ripartizione dell'acqua: 2 (miglioramento poco significativo)
  • Un uso più sostenibile delle risorse idriche in agricoltura: 2 (miglioramento poco significativo)
  • Modifiche di altre pratiche agricole che possono influire sulla qualità dell’acqua e sulla sua disponibilità (ad es. l'uso ridotto di pesticidi, l'agricoltura biologica, la rotazione delle colture, ecc: 2 (miglioramento poco significativo)
  • Una pianificazione urbana che tenga conto dell'acqua: 3 (miglioramento moderato)
  • Una migliore integrazione tra protezione delle risorse idriche e uso dell'acqua per i trasporti: 2 (miglioramento poco significativo)
  • Ricerca accademica e attività di ricerca e innovazione incentrate sul miglioramento dell'efficienza nell'uso dell'acqua e sul contrasto a possibili fonti di contaminazione: 2 (miglioramento poco significativo)
  • Altro

 

I nostri argomenti

Le misure che si sono dimostrate più efficaci per realizzare gli obiettivi della Direttiva Quadro Acque sono state le misure normative che hanno stabilito restrizioni all’utilizzo di determinate sostanze inquinanti o quelle relative all’impiego di strumenti economici quali le tariffe idriche, nonché quelle derivanti dall’attuazione di misure introdotte dalla normativa europea sul trattamento delle acque reflue, ad essa correlata. Hanno avuto scarsa efficacia le misure volontarie che sono state scelte per contenere l'inquinamento agricolo o lo sfruttamento eccessivo della risorsa idrica.

 

13. È preoccupato per i possibili effetti dei cambiamenti climatici sulla qualità delle acque e sulla disponibilità idrica?

Sì, mi preoccupano entrambe le cose

 

14. Ritiene che si sia fatto abbastanza per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla qualità e sulla disponibilità delle risorse idriche?

No

 

 

I nostri argomenti (risposte alle domande 13 e 14)

In molte parti d’Europa e specialmente nell’area del Mediterraneo è probabile che il cambiamento climatico faccia aumentare la domanda di acqua, ma faccia diminuire, nel contempo, anche la disponibilità di risorsa. In altre parti d'Europa, l’aumento delle precipitazioni intense e dei picchi di piena e l'innalzamento del livello del mare saranno i problemi principali, anche per quel che riguarda la qualità dell'acqua e le infrastrutture per la fornitura di acqua potabile. Stiamo già assistendo a questi fenomeni e possiamo aspettarci che si intensifichino nei prossimi anni. Va notato che non è solo il cambiamento climatico, ma soprattutto la cattiva gestione delle nostre risorse idriche e del territorio che creano condizioni di scarsità di acqua o impatti negativi provocati dalle inondazioni. I governi dovranno fare molto di più se vorranno soddisfare contemporaneamente il fabbisogno idrico di un’agricoltura sostenibile, dei produttori di energia e dell’industria, ma anche quello delle popolazioni in crescita e degli ecosistemi di acqua dolce. La Direttiva Quadro Acque è lo strumento adatto per affrontare questa sfida.

 

22. Qual è il suo livello di familiarità con i seguenti atti normativi dell'UE e con i requisiti che essi comportano?

Direttiva quadro sulle acque: Li conosco abbastanza bene

Direttiva sulle acque sotterranee: Li conosco abbastanza bene

Direttiva sugli standard di qualità ambientale: Li conosco abbastanza bene

Direttiva sulle alluvioni: Li conosco abbastanza bene

 

23. Gli atti normativi dell'UE di cui sopra hanno contribuito a diminuire l'inquinamento di laghi e fiumi e a renderli più sicuri rispetto a dieci anni fa?

Sì, in larga misura

 

I nostri argomenti

Abbiamo visto una rilevante riduzione dell’inquinamento associato agli scarichi civili e alle acque reflue industriali (ad esempio rispetto ai livelli di nutrienti) nella maggior parte dei fiumi e dei laghi europei. Anche la grande maggioranza di fiumi e laghi considerati adatti alla balneazione è stata valutata di buona qualità. Rimangono tuttavia da affrontare alcune sfide, soprattutto per quel che riguarda l'inquinamento diffuso provocato dall'agricoltura

 

24. Gli atti normativi dell'UE di cui sopra hanno contribuito a diminuire l'inquinamento delle acque sotterranee nel suo paese e a renderle più sicure rispetto a dieci anni fa?

Sì, in parte

 

I nostri argomenti

Il trend decrescente dell'inquinamento è meno evidente nelle acque sotterranee poiché queste reagiscono meno rapidamente alle misure di lotta all'inquinamento rispetto a quanto avviene nei fiumi e laghi. La pressione dell'attività agricola rimane la prima, persistente causa del cattivo stato delle falde acquifere europee.

 

25. Come valuta il contributo complessivo dei suddetti atti normativi dell'UE per una migliore gestione delle risorse idriche, comprese la quantità e la disponibilità d'acqua?

Contributo significativo

 

I nostri argomenti

La Direttiva Quadro Acque è stata il principale volano per lo sviluppo di una legislazione nazionale più rigorosa e ambiziosa riguardante l'uso sostenibile dell'acqua e la protezione degli ecosistemi di acqua dolce dall'inquinamento, dall'emungimento eccessivo e dai cambiamenti negativi indotti al loro stato naturale. Esempi in molti Paesi europei dimostrano chiaramente che, laddove è stata attuata correttamente, la Direttiva è stata la forza trainante dei miglioramenti nella gestione delle risorse idriche e, di conseguenza, dello stato degli ecosistemi di acqua dolce, della biodiversità e dei servizi che questi ecosistemi forniscono alle persone, ai sistemi naturali ed economici. Benché sia necessario fare molto di più per attuare e far rispettare questa normativa europea, la Direttiva Quadro Acque è certamente adatta allo scopo per cui è stata ideata.

 

26. Come valuta il contributo complessivo dei suddetti atti normativi dell’UE per la prevenzione dell’inquinamento delle acque costiere e di transizione (compresi fiordi, estuari, lagune e delta)?

Contributo significativo

 

I nostri argomenti

Nella sua applicazione la Direttiva Quadro Acque assegna lo stesso livello di protezione dall'inquinamento alle acque di transizione e a quelle costiere, alle acque dolci di fiumi e laghi, e sono stati rilevati miglioramenti nella qualità di tutte queste acque per quanto riguarda l'inquinamento chimico. Tuttavia, una percentuale relativamente alta di acque di transizione e costiere è influenzata dall'inquinamento, rispetto a quanto avviene nei fiumi e nei laghi, il che dimostra che gli Stati membri non affrontano efficacemente le problematiche relative a questo fattore di pressione nei fiordi, negli estuari, nelle lagune e nei delta.

 

Ulteriori commenti:

Mi preoccupo dello stato attuale e futuro dei nostri ecosistemi acquatici e concordo con le associazioni per la protezione dell’ambiente secondo cui la Direttiva Quadro Acque  è adatta allo scopo, e ha assicurato tutela e miglioramento delle nostre acque, oltre che produrre benefici sociali ed economici. Si prega di consultare la mia risposta nella quale viene spiegato in dettaglio il perché la Direttiva Quadro Acque è efficace, efficiente, pertinente, coerente e di valore aggiunto, nella sezione “commenti” della Parte II della consultazione.

 

Come cittadino/a attento/a all'ambiente, sono contrario/a ad ogni manomissione della Direttiva Quadro Acque e desidero vedere i suoi elevati standard confermati e raggiunti in tutta Europa. Attualmente gli Stati membri mostrano un insufficiente livello di ambizione nell'attuazione della Direttiva Quadro Acque. Ciò è evidente dall’inadeguatezza di molti piani di gestione del bacino idrografico, dai programmi di misure scarsamente implementati e dai finanziamenti insufficienti per attuare misure di controllo, oltre che dall’uso eccessivo (ed improprio) di vari tipi di esenzioni previste dalla Direttiva Quadro Acque. La Direttiva Quadro Acque necessita della piena attuazione da parte degli Stati Membri e di un rafforzamento della sua applicazione da parte della Commissione Europea.

 

 

 

 

 

 

 

Parte II - Questionario per le parti interessate esperte

 

 

  1. In che misura l’attuazione delle direttive di cui sopra è stata efficace nel raggiungere i seguenti obiettivi?

 

  • Prevenzione del deterioramento dello stato: Moderatamente efficace
  • Protezione e valorizzazione degli ecosistemi acquatici: Moderatamente efficace
  • Riduzione dell’inquinamento chimico delle acque superficiali: Molto efficace
  • Riduzione dell’inquinamento da nutrienti delle acque superficiali: Poco efficace
  • Riduzione dell’inquinamento chimico delle acque sotterranee: Molto efficace
  • Riduzione dell’inquinamento da nutrienti delle acque sotterranee: Poco efficace
  • Protezione delle acque sotterranee dall'esaurimento: Poco efficace
  • Promozione di un utilizzo sostenibile dell'acqua: Poco efficace
  • Miglioramento delle condizioni idromorfologiche delle acque superficiali: Poco efficace
  • Contributo alla protezione delle acque marine e costiere: Poco efficace
  • Garanzia di investimenti sufficienti nelle infrastrutture e misure pertinenti: Poco efficace
  • Riduzione dei costi di produzione dell'acqua potabile: Moderatamente efficace
  • Attenuazione degli effetti della siccità: Moderatamente efficace
  • Gestione dei rischi di alluvione: Moderatamente efficace
  • Contributo alla fornitura di risorse idriche di qualità sufficientemente buona: Moderatamente efficace

 

I nostri argomenti

L'efficacia della normativa va di pari passo con il modo in cui è stata attuata. Laddove sia stato messo in atto un adeguato mix di misure (come il divieto per le sostanze chimiche pericolose per ridurre l'inquinamento chimico), la legislazione è stata efficace. In generale, sono necessarie misure più efficaci per raggiungere obiettivi come la riduzione dell'inquinamento dei nutrienti in agricoltura.

 

3. In base alle sue conoscenze, i requisiti delle direttive sono tutti attuati e applicati in modo efficace nel suo paese?

No

Se no, dai degli esempi delle maggiori difficoltà nella implementazione delle Direttive rilevanti:

 

Direttiva Quadro Acque:

  • Piani di gestione dei bacini idrografici inefficienti e  programmi di misure che mancano di azioni appropriate ed economicamente efficaci per far fronte ai principali fattori di pressione; le misure sono spesso troppo vaghe e non legate ai fattori di pressione e sono troppo spesso di natura volontaria, poiché i governi sono riluttanti a introdurre misure obbligatorie. Mancano anche misure di riqualificazione dei corsi d’acqua su larga scala.
  • Monitoraggio e metodi per valutare e classificare lo stato dei corpi idrici sono ancora inadeguati. Si registrano incertezze in relazione allo stato e sulle ragioni del non raggiungimento; spesso non sono rilevate pressioni molto evidenti o chiari deterioramenti delle condizioni ambientali.
  • Piani di gestione e Programmi di Misure sono adottati senza che vengano stanziati nei bilanci nazionali fondi sufficienti per attuarli, e non vengono delineati chiaramente piani per l'acquisizione dei finanziamenti UE, né sono previsti modi per far sì che gli utilizzatori della risorsa idrica  diano un loro contributo adeguato per il recupero dei costi per l'uso dell'acqua o per eliminare l’inquinamento provocato da alcuni dei fattori principali come l’attività agricola.
  • In alcuni Paesi le leggi nazionali impediscono la revisione e la modifica delle concessioni esistenti, ad esempio per l'idroelettrico o per l'estrazione di acqua , non è così possibile garantire la conformità agli obiettivi della Direttiva Quadro Acque.
  • C’è un uso eccessivo e improprio di vari tipi di esenzioni. Spesso i motivi per cui vengono concesse queste esenzioni sono inadeguate e non è chiaro se siano adottate misure per conseguire gli obiettivi.
  • Trasparenza e partecipazione pubblica sono insufficienti. Il processo decisionale in materia di gestione delle risorse idriche, compresi i processi di gestione dei bacini idrografici, manca di trasparenza e non è sempre chiaro in che modo vengano prese le decisioni.

 

I nostri argomenti

Molti governi non hanno ancora completamente realizzato quanto richiesto dalla Direttiva. Le misure volontarie selezionate non sono state efficaci, per esempio, nel contrastare l'inquinamento diffuso agricolo o non sono state supportate dai fondi necessari per realizzarle. Di norma, molti governi hanno abusato del meccanismo di flessibilità previsto dalla Direttiva Quadro Acque e ciò ha permesso di ridimensionare gli obiettivi e ha anche consentito di prorogare i tempi per il raggiungimento di un buono stato delle acque dei nostri fiumi, dei laghi e delle falde acquifere. Inoltre, gli inquinatori non sono stati obbligati a pagare per rispondere del danno arrecato al nostro ambiente idrico.

 

 

4. Secondo la direttiva quadro sulle acque, un corpo idrico è considerato in buono stato solo se tutti gli elementi qualitativi pertinenti sono in buono stato e se sono soddisfatte le pertinenti norme di qualità (principio "one-out-all-out"). In che misura è d'accordo con le seguenti affermazioni?

  • Il principio one-out-all-out garantisce che tutte le pressioni pertinenti siano adeguatamente coperte nei metodi utilizzati dal suo paese per la valutazione dello stato ecologico: Concordo in larga misura
  • Il principio one-out-all-out consente di delineare un quadro chiaro delle aree da migliorare: Concordo in larga misura
  • La considerazione dei risultati della valutazione secondo il principio one-out-all-out consente un’adeguata definizione delle priorità delle misure: Concordo in larga misura
  • Se lo stato ufficiale pubblicato non fosse obbligatoriamente basato sul principio one-out-all-out sarebbe più facile spiegare al pubblico le aree in cui sono stati compiuti progressi: Non sono d’accordo
  • L’approccio alla classificazione basato sul principio one-out-all-out incoraggia gli Stati membri a concentrarsi sul miglioramento dei corpi idrici già vicini al buono stato piuttosto che su quelli in peggiori condizioni: Non sono d’accordo
  • Sarebbe opportuno esaminare come integrare la valutazione one-out-all-out con informazioni più dettagliate sui progressi compiuti in termini di stato ecologico: Non sono d’accordo
  • Adottare un approccio di valutazione diverso da quello basato sul principio one-out-all-out rischierebbe di far perdere di vista le questioni in sospeso: Concordo in larga misura

 

 

 

 

I nostri argomenti

L’importante principio della Direttiva Quadro Acque “one-out-all out”, comporta che se, ad esempio, lo stato della risorsa ittica risulta essere inferiore allo standard, un fiume o un lago non può essere considerato in buono stato di salute, anche se la qualità fisico-chimica dell'acqua è migliorata. Tuttavia, le autorità possono comunicare i progressi che stanno compiendo nell'affrontare l'inquinamento chimico in quello stesso fiume o lago, dato che questo principio non impedisce loro di giustificare ciò che si sta facendo, ma piuttosto tende ad assicurare che tutti i problemi relativi alla risorsa idrica siano affrontati. Tale principio riconosce che gli ecosistemi di acqua dolce sono costituiti da relazioni complesse, interconnesse e interdipendenti tra specie e processi fisici e si identifica con il principio di precauzione a fronte dell'incertezza su come operano queste reti complesse di interazioni e interdipendenze.

 

17. A suo parere, il principio del recupero dei costi (articolo 9 della direttiva quadro sulle acque) viene applicato nel suo paese?

No

 

Se no, o se si è d’accordo solo parzialmente, si suggerisce di fornire una spiegazione:

Sebbene la grande maggioranza degli Stati membri abbia introdotto o adattato i meccanismi di tariffazione dell'acqua per soddisfare i requisiti della Direttiva Quadro Acque, un'adeguata tariffazione dell'acqua rimane una grande sfida in tutta l'UE:

  • La tariffazione dell'acqua non è stata attuata in modo completo e adeguato in tutti i settori, ed è invece spesso limitata al trattamento delle acque reflue e alla fornitura di acqua potabile.
  • I prezzi non riflettono il costo reale, integrando raramente i costi ambientali e della risorsa nel sistema di prezzi. Spesso i costi ambientali e della risorsa non vengono nemmeno calcolati.
  • Alcuni meccanismi sono selettivi ed escludono alcuni importanti utenti o inquinatori e spesso vi è un'enorme disparità tra i contributi dei diversi utilizzatori della risorsa idrica, con le famiglie che spesso sopportano l'onere maggiore, pagando molto di più rispetto a chi ha un’attività agricola e/o industriale.

 

I nostri argomenti

La normativa europea stabilisce che i paesi debbano far pagare agli inquinatori le misure per affrontare i problemi che hanno causato. Tuttavia, ciò non è ancora avvenuto e alcuni governi hanno scelto di aumentare le bollette dell'acqua piuttosto che introdurre strumenti economici adeguati per assicurare, ad esempio, che le grandi aziende agricole che causano l'inquinamento idrico siano obbligate a pagare.

 

24. Tenendo conto degli obiettivi e dei benefici della direttiva quadro sulle acque, esistono prove del fatto che la direttiva abbia imposto un onere amministrativo sproporzionato alle autorità (nazionali, regionali o locali), agli operatori economici (ad es. le industrie o le aziende idriche), ai singoli cittadini o ad altri soggetti?

No

 

I nostri argomenti

Le misure per riportare in salute l’ambiente dei nostri corpi idrici hanno un costo. Tuttavia, i benefici che i fiumi, i laghi e le zone umide ci offrono superano di gran lunga questi costi. I settori economici responsabili dei fattori di pressione sulle nostre acque devono attuare misure per affrontare queste problematiche. Non vi è alcuna prova che la Direttiva Quadro Acque abbia imposto obblighi sproporzionati. C’è anche da considerare che nella Direttiva ci sono diversi meccanismi legali per garantire che le misure non vengano prese se sono considerate troppo costose o comportano un onere eccessivo per determinati settori industriali.

 

34. Ritiene che l'attuazione della direttiva quadro sulle acque, della direttiva sugli standard di qualità ambientale, della direttiva sulle acque sotterranee e della direttiva sulle alluvioni abbia migliorato l'apprezzamento dei cittadini circa l'importanza di una buona qualità dell'acqua per il bene dell'ambiente e della salute umana, e di come tale qualità possa essere ottenuta?

Solo in parte

 

Se no, o solo parzialmente d’accordo, si suggerisce la seguente spiegazione:

La Direttiva Quadro Acque ha stabilito una serie di obblighi rilevanti che, se attuati correttamente, possono far meglio comprendere e apprezzare a tutti l'importanza dell'acqua assicurando così il sostegno per il raggiungimento degli obiettivi della normativa comunitaria. Tuttavia, nonostante l’esistenza di alcuni casi positivi, i requisiti di partecipazione pubblica richiesti dalla Direttiva non sono stati ancora pienamente attuati. Sono state spesso trascurate, di conseguenza, le opportunità di comunicare correttamente i benefici che derivano dall’esistenza di ecosistemi di acqua dolce sani, di coinvolgere le persone nell'attuazione della Direttiva e di promuovere il sostegno pubblico alla sua attuazione.

 

I nostri argomenti

Proprio grazie agli obblighi derivanti dalle normative europee, sappiamo molto di più sullo stato del nostro ambiente idrico, sui problemi che devono essere risolti e sui possibili risultati ottenuti grazie al ripristino delle pianure alluvionali per ridurre i danni provocati dalle inondazioni o a seguito della rimozione di dighe e sbarramenti per ripristinare la continuità per fauna e sedimenti. C’è da ricordare anche che la Direttiva Quadro Acque obbliga i governi a consultare e coinvolgere i cittadini nel prendere decisioni sul futuro dei fiumi, dei laghi e delle coste dei loro paesi. Tuttavia, i governi non sono riusciti a riconoscere adeguatamente il valore dell'acqua e degli ecosistemi acquatici in buono stato, che sono ancora percepiti principalmente come fonti di acqua potabile e di energia. Hanno spesso trascurato benefici fondamentali, come la pesca in acque dolci, la protezione naturale dalle inondazioni nelle aree urbane e l’apporto di sedimenti che mantengono i delta esistenti del mondo al di sopra di un livello del mare che sta salendo.

 

37. A suo parere, vi sono aspetti della direttiva quadro sulle acque, della direttiva sugli standard di qualità ambientale, della direttiva sulle acque sotterranee e della direttiva sulle alluvioni che sono ormai obsoleti per il conseguimento di un buono stato o per la riduzione del rischio di inondazioni?

-  Direttiva quadro sulle acque: No

-  Direttiva sulle acque sotterranee: No

-  Direttiva sugli standard di qualità ambientale: No

-  Direttiva sulle alluvioni: No

 

I nostri argomenti

Gli obblighi stabiliti dalla normativa comunitaria rimangono rilevanti a fronte di pressioni sempre crescenti sui nostri ambienti acquatici, l’incremento della domanda di acqua, nonché l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi alluvionali e siccitosi. La legislazione dell'Unione Europa in materia di acque è sufficientemente flessibile da consentire di far fronte a circostanze in continuo mutamento, tra cui i cambiamenti climatici o i nuovi sviluppi tecnologici ed economici.

 

38. Le disposizioni della direttiva quadro sulle acque in materia di valutazione dello stato ecologico permettono di distinguere adeguatamente gli effetti dei cambiamenti climatici da altri effetti?

Si, completamente

 

I nostri argomenti

La Direttiva Quadro Acque obbliga gli Stati membri a valutare quali siano i fattori di pressione sul nostro ambiente idrico. Gli impatti dei cambiamenti climatici devono essere trattati come un fattore di pressione aggiuntivo e devono essere adeguatamente integrati nei piani di gestione dei bacini idrografici dei singoli paesi. La relazione tra cambiamenti climatici e altri fattori di pressione può essere affrontata nel momento in cui si definisce attentamente lo "stato ecologico". Inoltre, la flessibilità del processo di pianificazione previsto dalla Direttiva consente di gestire gli impatti dei cambiamenti climatici.

 

42. Le disposizioni della direttiva quadro sulle acque e della direttiva sulle acque sotterranee sono sufficienti per proteggere i corpi idrici sotterranei da sviluppi tecnologici quali la fratturazione idraulica (fracking)?

Si

 

I nostri argomenti

La Direttiva Quadro sulle acque reflue e la correlata Direttiva sulle acque sotterranee possono far fronte ai fattori di pressione derivanti dai nuovi sviluppi tecnologici, grazie al principio di precauzione richiamato nella Direttiva Quadro Acque e all'obbligo di affrontare tutti i fattori di pressione sull'ambiente idrico, sia assicurando una loro valutazione, che indicando una combinazione di misure economicamente efficienti per affrontarli. Ciò porta ad includere il fracking, che presenta due potenziali implicazioni per le acque sotterranee: la necessità dell’approvvigionamento di acqua necessario per il fluido di iniezione e il flusso di acqua generato (smaltimento delle acque reflue), una volta che l'acqua è stata utilizzata. Gli scarichi diretti degli inquinanti nelle acque sotterranee (come l'iniezione di acque reflue derivante dalla fratturazione idraulica) sono vietati dalla Direttiva Quadro Acque. Il fracking può e deve essere regolamentato, anche tenendo in considerazione altre normative europee (ad esempio la Direttiva VIA, le Direttive Uccelli e Habitat, la Direttiva sui rifiuti minerari, il Regolamento REACH, il Regolamento sui biocidi, la Direttiva sulla responsabilità ambientale), inclusi gli aspetti che riguardano la pianificazione e la partecipazione del pubblico al processo decisionale, il contrasto degli impatti ambientali transfrontalieri tra paesi europei e la cessazione delle attività.

 

46. In quale misura la direttiva quadro sulle acque, la direttiva sugli standard di qualità ambientale, la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sulle alluvioni sono, a suo parere, intrinsecamente coerenti?

Del tutto coerenti

 

I nostri argomenti

Una delle ragioni principali che ha portato alla definizione della Direttiva Quadro Acque è stata quella di ottenere un quadro più coerente della politica europea in materia di acque. I principali fattori di pressione sulle risorse idriche sono ora affrontati in un quadro normativo condiviso, gli atti legislativi dell'Unione Europea in materia di acque sono coerenti tra di loro e le loro scadenze e attività specifiche, come la partecipazione pubblica, devono essere coordinati.

 

49. Ritiene che il quadro giuridico previsto dalle azioni collettive previste dalla direttiva quadro sulle acque, la direttiva sugli standard di qualità ambientale, la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sulle alluvioni sia coerente con i seguenti settori ambientali / settoriali?

  • Strategia dell’UE per le infrastrutture verdi:  Pienamente coerente
  • Politica in materia di biodiversità:  Pienamente coerente
  • Politica in materia di sostanze chimiche:  Pienamente coerente
  • Politica in materia di protezione dell’ambiente marino:  Pienamente coerente
  • Politica in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione dei loro effetti: Parzialmente coerente
  • Politica in materia di emissioni industriali:  Pienamente coerente
  • Politiche relative alla qualità dell’aria:  Pienamente coerente
  • Politiche in materia di rifiuti:  Pienamente coerente
  • Uso efficiente delle risorse:  Pienamente coerente
  • Responsabilità civile in campo ambientale:  Pienamente coerente
  • Criminalità ambientale:  Pienamente coerente
  • Politica dei trasporti:  Incoerente
  • Protezione della salute:  Pienamente coerente
  • Politiche agricole:  Incoerente
  • Ricerca e innovazione:  Pienamente coerente
  • Fondi LIFE+:  Pienamente coerente
  • Politica regionale: Parzialmente coerente
  • Politica di protezione civile:  Pienamente coerente
  • Altro: energia: Incoerente

 

Inserire eventuali osservazioni:

Molte parti della legislazione ambientale dell'Unione Europea e le politiche ambientali dell'UE sostengono e sono supportate dalla Direttiva Quadro Acque e dalle direttive derivate. Tuttavia, una mancanza di integrazione e coerenza con altre politiche settoriali (in particolare agricoltura, trasporti, energia) mina gli obiettivi del corpo normativo comunitario in materia di acque. Va sottolineato che il quadro giuridico dell'UE per la gestione sostenibile delle risorse idriche non è la causa di questa incoerenza. Ad esempio, la mancanza di coordinamento e coerenza delle politiche si riflette nei paesi che non sfruttano le opportunità di investimento per l'attuazione delle misure della Direttiva Quadro Acque fornite dai meccanismi finanziari dell'UE (in particolare fondi della politica di coesione e finanziamenti della politica agricola comune) e scelgono invece di finanziare misure che compromettono l'attuazione della Direttiva (ad esempio soluzioni solo infrastrutturali per la mitigazione del rischio di alluvioni, la navigazione, l'irrigazione e la bonifica). Vi è anche un coordinamento inefficace tra le diverse autorità e dipartimenti governativi, e quindi non c’è un’attuazione coordinata tra le politiche sull'acqua e altre politiche settoriali, come l'agricoltura, l'energia, i trasporti. Ciò si riflette anche nei processi di pianificazione degli investimenti, che non sono allineati (ad esempio, i PSR sono preparati separatamente dai piani di gestione dei bacini idrografici) o presentano differenze significative su ciò che i diversi dipartimenti considerano una gestione idrica sostenibile (ad esempio, differenza tra i dipartimenti ambientali e agricoli su ciò che costituisce "risparmio idrico").

 

I nostri argomenti

La Direttiva Quadro Acque è coerente con la legislazione ambientale e contribuisce al raggiungimento di obiettivi strategici come l'arresto della perdita di biodiversità. Il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva è stato significativamente indebolito da pratiche insostenibili promosse nell'ambito delle politiche settoriali dell'Unione Europa, in particolare legate ad agricoltura, energia e trasporti, e, quindi, è necessario che gli obiettivi di protezione delle acque siano integrati nelle stesse politiche settoriali.

 

51. Qual è il valore aggiunto dell’adozione di normative a livello dell'UE rispetto a quanto potrebbe essere ottenuto tramite atti normativi a livello nazionale/regionale?

Direttiva quadro sulle acque:  Valore aggiunto elevato

Direttiva sulle acque sotterranee:  Valore aggiunto elevato

Direttiva sugli standard di qualità ambientale:  Valore aggiunto elevato

Direttiva sulle alluvioni:  Valore aggiunto elevato

 

I nostri argomenti

La Direttiva Quadro Acque è stata il principale motore nello sviluppo di una legislazione nazionale più rigorosa e ambiziosa per la protezione degli ecosistemi di acqua dolce. Ha anche determinato una maggiore cooperazione e protezione transfrontaliera dei fiumi che sono comuni a diversi paesi dell'Unione Europea, come il Danubio e il Reno. La Direttiva Quadro Acque ha contribuito, inoltre, a stabilire condizioni di parità per le imprese che operano nell’ambito del mercato comune europeo.

 

 

Considerazioni finali

Riconosco l’importanza di mantenere la salute degli ecosistemi d'acqua dolce. Ho una certa familiarità con la Direttiva Quadro Acque e sono d'accordo con le associazioni per la protezione dell’ambiente che è adatta allo scopo e che i suoi obiettivi ambiziosi sono giustificati:

 

  • L'approccio definito nella Direttiva Quadro Acque è appropriato per prevenire il deterioramento e migliorare la qualità degli ecosistemi acquatici e garantire un approvvigionamento affidabile di acqua pulita per tutti gli usi legittimi dell'acqua. La Direttiva Quadro Acque ha portato all'adozione di leggi nazionali più severe sulla protezione delle acque, e l'azione a livello UE è giustificata anche perché gli ecosistemi acquatici non riconoscono confini nazionali. La Direttiva Quadro Acque è sufficientemente flessibile da adattarsi alle valutazioni socioeconomiche, alle strutture di governance, alle preferenze e tradizioni culturali locali.
  • La Direttiva Quadro Acque resta rilevante nell’affrontare le diverse pressioni cui sono confrontate le acque dell'UE e le sfide sociali ed economiche connesse all'acqua (compresi i cambiamenti climatici e i nuovi sviluppi tecnologici come il fracking). Descrivere la salute dell'ecosistema con il principio "one-out-all-out" della la Direttiva Quadro Acque è strategico,
  • così come l’adozione di adeguati prezzi per l'acqua in linea con il principio "chi inquina/usa paga".
  • Laddove correttamente attuata, la Direttiva Quadro Acque si è dimostrata efficace nella protezione e nel ripristino degli ecosistemi acquatici. L'attuale cattivo stato delle acque dell'UE è causato dall’insufficiente ambizione e volontà politica del mio Governo di affrontare le principali pressioni sulle nostre acque; NON è il risultato delle disposizioni legali e dell'approccio alla gestione delle risorse idriche della Direttiva Quadro Acque.
  • Oltre a proteggere la natura, la Direttiva Quadro Acque ha apportato benefici economici e sociali (ad es. riduzione dei costi per il trattamento dell'acqua, e ridotte perdite economiche dovute a siccità e alluvioni, benefici per la salute) rispetto a quanto sarebbe avvenuto senza la Direttiva.
  • La Direttiva Quadro Acque è coerente con il resto della legislazione ambientale UE e sostiene gli obiettivi relativi allo sviluppo economico dell'UE. Tuttavia, il raggiungimento degli obiettivi della WFD è stato significativamente indebolito da pratiche insostenibili promosse nell'ambito delle politiche settoriali dell'UE (in particolare agricoltura, energia, trasporti).

Invito la Commissione e gli Stati Membri a non manomettere e indebolire la Direttiva Quadro Acque, ma ad implementarla e attuarla meglio, integrando gli obiettivi di protezione delle acque in altre politiche settoriali (in particolare agricoltura, energia, trasporti, gestione del rischio di alluvioni).

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